giovedì 9 febbraio 2017

Sua Maestà la BECCACCIA

 
 
 
Meglio nota con l’affascinante nome di Regina dei Boschi, la beccaccia è ben conosciuta in tutta Europa, in Asia e nelle isole che bagnate dall’Atlantico sulle quali è solita nidificare. Anche l’Italia è omaggiata della sua presenza specialmente durante l’autunno e la primavera.
Caratterizzata da un piumaggio rossastro che non presenta grosse differenze fra esemplari maschi e femmine, questo si dimostra altamente mimetico e aiuta la beccaccia a trovare sicuro riparo fra le foglie secche.
 
 
 

 
Questo volatile, il cui peso può oscillare fra i 320 ed i 450 grammi, ama vivere a terra e prediliga la solitudine alla compagnia. La si potrà incontrare con una certa semplicità all’interno di boschi, habitat prediletto della beccaccia, nel sottobosco e in generale in ambienti in cui è presente un certo grado di umidità. Non sarebbe un errore definirla volatile notturno dato che la mattina si riposa protetta dai boschi, mentre la notte si sposta e caccia. La beccaccia si nutre principalmente di larve e di anellidi e la sua covata tipo dura tra i 20 e i 22 giorni. Appena dopo l’accoppiamento è la femmina a confezionare un piccolo nido dove di norma verranno deposte non più di 4 uova e sarà ancora la femmina ad occuparsi, in maniera esclusiva, dei pulcini per non più di un mese.
 

 

 
 
Aspetto particolarmente interessante riguardante la beccaccia è quello relativo ai suoi spostamenti ed alle sue rotte migratorie annuali. E’ bene sottolineare come in merito non esistano studi approfonditi e che la gran parte delle informazioni di cui oggi si dispone sono relative ai dati ottenuti dall’inanellamento. Dallo studio in questione è risultato che il 90% della popolazione europea di beccacce nidifica principalmente in Russia, Bielorussia e Scandinavia, non disdegnando la Finlandia, la Svezia, la Norvegia, la Polonia e i Paesi Baltici e in misura quasi irrisoria (rispetto alle altre regioni) in Italia.
 
 
 

 
 
Scopo della migrazione è quello valido per tutti gli animali: la salvaguardia della sopravvivenza non solo della specie ma anche dei singoli individui, stagione dopo stagione, e soprattutto la facilitazione della riproduzione.
Le migrazioni dette genericamente lunghe vedono invece le beccacce abbandonare le aree di nidificazione per lo svernamento dirigendosi verso Ovest, Sud Ovest, Sud, e Sud Est. I luoghi di svernamento sono normalmente caratterizzati dalla presenza di grandi estensioni boschive umide e folte, presenti in tutta la Francia occidentale e lungo la Costa Atlantica, in Spagna e lungo la Catena Pirenaica. Ovviamente anche l’Italia, sia penisola che isole maggiori, è una zona particolarmente battuta dalle beccacce durante lo svernamento. Pare che comunemente le beccacce che svernano sulla costa tirrenica, durante l’autunno preferiscano scendere verso sud , attraversando l’Adriatico ed Appennino. Risaliranno poi a Nord durante la primavera seguendo il versante occidentale dell’Appennino per dirigersi infine verso la Slovenia, l’Ungheria e la Bielorussia.
 
 
 
 

 
 

 
 


 
 
 
Aspetti morfologici: È caratterizzata da un becco a punta di 6–8 cm ed un peso di 230-380 g, ha una colorazione mimetica che ben si adatta all'ambiente che frequenta, quindi colore marrone variamente barrato di nero e bianco giallastro. La beccaccia non è caratterizzata da un dimorfismo sessuale certo ma in genere il maschio è meno massiccio e ha i colori lievemente più accesi della femmina.
 
Cibo e alimentazione: Uccello insettivoro, si nutre essenzialmente di vermi e larve. Il cibo viene cercato con la sensibilità del becco direttamente nel sottosuolo del bosco.
 
Riproduzione: Il nido della beccaccia è abbastanza semplice, viene fatto per terra in depressioni del terreno, ed imbottito di tutto ciò che trova, foglie secche, rametti, fili d'erba, deposita in media quattro uova, che schiudono dopo tre settimane di incubazione.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


domenica 11 settembre 2016